E poi c’era

E poi c’era acqua e sole in ogni angolo del suo naso aperto e sincero.

C’era un fiume diverso in ogni suo sguardo d’oriente. E l’orizzonte era nascosto da coltri di pensieri superbi e affascinanti che venivano bucati da spilli di cavalli che abbaiavano nella notte del deserto verde.

Vedevo lampi di ogni sorta incontrarsi in baci arrabbiati come valige dimenticate da viaggiatori immobili.

E stavo seduto su una ruota che girava senza sosta dentro a un luogo che non c’era, su nessuna mappa, ma che sentivo urlare in qualche sogno, lontano, dentro di noi. Al mattino

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